Storia in pellicola: l’Askos di Strongoli conquista il Festival del Cinema Archeologico

Il Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico è una prestigiosa manifestazione cinematografica dedicata a quel mondo dell’Antico che si racconta spesso nel linguaggio archeologico. L’evento, giunto alla sua tredicesima edizione, si terrà a Licodia Eubea nel catanese. È in questa Sicilia cinematografica che emergerà anche la Calabria: per il prossimo 15 ottobre è infatti prevista la prima presentazione del documentario Askos, il Canto della Sirena, realizzato dal regista crotonese Antonio Martino e scritto con Francesco Mollo, giornalista, autore e produttore calabrese. Il documentario è stato prodotto da Lago Film e Solaria Film, con il sostegno della Calabria Film Commission. L’opera racconta la storia del ritrovamento nelle campagne di Strongoli, negli anni ’80, di un unguentario a forma di sirena chiamato la “Papera” e finito nel giro del traffico illecito dei reperti archeologici: è stato così che la Papera, dal prezzo iniziale di dieci milioni di lire e una mucca, verrà, attraverso una serie di movimenti, acquistato dal Paul Getty Museum di Malibù per un valore di acquisto di circa due miliardi di lire. “Dietro questa intrigante storia archeologica, criminale e diplomatica della “Papera”- sottolinea l’autore Francesco Mollo- c’è uno spaccato dei sogni (infranti) della Calabria, da Pitagora a Elio Malena, passando per l’Opera Sila, la Pertusola e l’instancabile lavoro dei carabinieri del Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale”. Il Canto della Sirena racconta dunque il viaggio di ritorno del prezioso reperto da Malibù a Crotone, ripercorrendo i temi di un complesso quadro archeologico regionale, di indiscusso valore ma spesso trascurato o danneggiato.
info@meravigliedicalabria.it
