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Madonna del Pilerio, l’atto di fede dei cosentini

Madonna del Pilerio, l’atto di fede dei cosentini

L’immagine di una madre che nutre il proprio figlio al seno racchiude un’idea universale di protezione e amore. È una rappresentazione che attraversa epoche e culture diverse, e trova nel cristianesimo un significato ancora più profondo nel mistero di Dio che si fa uomo, che condivide fino in fondo l’esperienza umana. L’icona della Madonna del Pilerio porta con sé questa verità, trasmessa con immediatezza, con la forza di un gesto semplice e straordinario.

Nel volto della Vergine dolcezza e fermezza, uno sguardo che accoglie, guida e consola che ha risposto per secoli alle speranze e ai timori di chi l’ha invocata. Davanti a questa figura, generazioni di madri hanno elevato preghiere silenziose, affidando i propri figli alla sua protezione chiedendo la grazia della salute, della pace, della vita.

Come accade ogni anno il 12 febbraio, la città di Cosenza ha reso omaggio alla sua Patrona e il Duomo, consacrato nel 1222 alla presenza di Federico II di Svevia e centro della devozione mariana della comunità cosentina, ha accolto i fedeli nell’esperienza di rinnovo di un patto antico con la Vergine, nella solenne celebrazione officiata dall’arcivescovo Mons. Giovanni Checchinato. La preghiera corale dei fedeli ha risuonato tra le navate della Cattedrale e ha accompagnato poi la statua portata in processione, in vece del quadro, per le strade della città.

La fede secolare

L’origine della devozione risale al 1576, anno in cui una violenta epidemia di peste si abbatté su Cosenza. Fu allora che la popolazione afflitta dal morbo si affidò con fiducia all’intercessione della Madonna. Secondo la tradizione, un devoto inginocchiato in preghiera dinanzi all’icona, notò una macchia sul volto della Vergine, simile a un bubbone pestilenziale e quel segno venne interpretato come un atto di protezione: Maria aveva preso su di sé il male del popolo. Da quel momento, l’epidemia si arrestò i cosentini la elessero a loro Patrona, riconoscendone la protezione anche in occasione di altre calamità, come i terremoti del 1783 e del 1854.

L’icona, risalente al XII secolo, è conservata nella cappella barocca a lei dedicata all’interno della Cattedrale, in una cornice di marmo policromo con due angeli – ai lati della nicchia che reggono la corona – opera di Giuseppe Sammartino, autore del Cristo Velato conservato nella cappella Sansevero di Napoli. Il suo nome, “Pilerio”, sembra derivare dalla parola “pilastro”, a ricordare l’immagine della Vergine come colonna della fede e custode della città. Infatti, la collocazione dell’icona su un pilastro del Duomo voluta dall’arcivescovo Giovan Battista Costanzo nel 1603, rispondeva all’intento di renderla visibile a tutti, un punto di riferimento per i fedeli.

Il significato dell’icona

L’iconografia della Madonna del Pilerio si inserisce nella tradizione bizantina, con influssi dello stile aulico messinese e richiami alla pittura pre-cimabuesca. La Vergine, ha il capo coperto dal maphorion rosso a indicare la sua dignità regale, mentre la veste di colore marrone indica la sua sostanziale natura umana. Il manto blu che la avvolge richiama il suo rapporto privilegiato con Dio, mentre il velo trasparente del Bambino suggerisce la purezza della sua natura divina. Poi, le tre stelle sul capo e sulle spalle evocano il mistero della Trinità e la verginità di Maria. L’immagine dell’allattamento, cara alla tradizione orientale, è l’espressione di nutrimento spirituale e protezione materna, anche del popolo che a lei si affida.

Quando Giovanni Paolo II si inginocchiò in preghiera

È ben impresso nella memoria dei calabresi il ricordo di quando, nel 1984, Giovanni Paolo II si inginocchiò in preghiera davanti all’icona della Madonna del Pilerio durante la sua visita a Cosenza. Quel momento rappresentò un passaggio fondamentale nella storia della devozione mariana della città. Allora, con parole di speranza, il Pontefice invitò il popolo cosentino a guardare alla Vergine come guida spirituale. Quella visita fu un momento di riflessione e crescita collettiva, in cui riscoprire il valore della spiritualità di quell’immagine, la profondità della sua storia, la bellezza della sua religiosità.

La devozione alla Madonna del Pilerio è più viva che mai, e la festa dice ancora una volta quanto sia radicato questo legame tra la città e la sua Patrona. Un sentimento immutato nel ricordo dei prodigi del passato che oggi trova la sua espressione in ogni atto di affidamento, nella fiducia di chi guarda alla Vergine del Pilerio come custode e madre.

di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)

Foto di Linda Fassari

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