I tesori nascosti dell’Alto Crotonese su Geo

C’è, ancora una volta, una Calabria che ha il sapore della scommessa vinta, legata alla sua storia e alle sue tradizioni. È quella che è andata in onda ieri, 18 settembre, su Rai 3 nel programma Geo condotto da Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi, il documentario “Alto Crotonese”, realizzato da Caterina e Domenico Iannelli.
Un lavoro che racconta le ricchezze naturali e culturali di una Calabria poco conosciuta, quella dell’Alto Crotonese. In particolare, il viaggio si sofferma a San Nicola dell’Alto, una piccola comunità Arbëreshë affacciata sul mar Jonio. Qui, con una tradizione riportata in vita da Michele e Nicola, si celebra la tradizione del vino che si fa in “stile georgiano”. Si tratta di un metodo di vinificazione antico per il quale le uve sono fermentate a grappolo intero, senza diraspatura, all’interno di recipienti di argilla poi interrate. Una piccola sfida e una micro cantina dove tutto si svolge manualmente e con lentezza.


A Casabona, il documentario mostra il complesso delle grotte rupestri , il villaggio preistorico più popoloso dell’antica Calabria, e la storia della banda musicale locale, la cui tradizione è tramandata di generazione in generazione. Poi le piccole aziende, quelle indispensabili al tessuto economico locale, che trovano un sistema per creare rete: per esempio tra Mario, con la sua produzione di peperoncino, e Camillo, che produce salumi tipici calabresi. Poco lontano da Casabona, nella sua frazione Zinga, il suggestivo geosito dei Diapiri salini, unico in Europa. I Diapiri sono considerati custodi della storia del Mar Mediterraneo perché al loro interno conservano di fatto un periodo geologico che è durato 200 mila anni, ma testimoniano pure come l’economia delle comunità locali passasse proprio dalle miniere di sale.
È possibile rivedere la puntata di Geo su Raiplay.


Alcune foto tratte dalla pagina Facebook Lastcam